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Mar 18 2016

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Nuovo statuto Iren: privatizzazione maggiorata

Comunicato stampa

(a cura del Movimento 5 Stelle di Genova)

Il Movimento 5 Stelle di Genova, unitamente ai colleghi di Torino e Reggio Emilia, è contrario alla modifica dello statuto di Iren, studiato per impoverire la partecipazione pubblica e il potere dei cittadini.

La proposta di modifica dello Statuto del Gruppo IREN che la Giunta porterà tra poco in Consiglio palesa l’intenzione di privatizzare definitivamente la società e con essa settori e beni strategici come l’acqua ed i rifiuti.

Oggi Sindaco, PD e maggioranza vogliono introdurre il voto maggiorato, cioè la possibilità di scendere sotto al 51% pur mantenendo il controllo – …ma quale? Già oggi sono evidenti le difficoltà di controllo da parte del pubblico – .

Ricordiamo brevemente i passaggi che ci hanno portato fino a qui: avevamo una municipalizzata (AMGA) che si è aggregata con altre aziende, poi è diventata società per azioni, poi è stata quotata in borsa ma con il 51% in mano ai Comuni azionisti: la solita foglia di fico della maggioranza pubblica che però non incide sulle scelte aziendali. Infatti, nel frattempo, le azioni hanno perso il 45% del valore di collocamento, il Gruppo ha più di 2 miliardi di debiti, il servizio non è migliorato e i costi per i cittadini sono lievitati. Una strada maestra verso la privatizzazione totale.

Vendere azioni pubbliche per far cassa, raccontando ai cittadini la favola dell’azienda ancora pubblica vuol dire privatizzare senza dirlo. Già oggi basta che i soci privati si mettano d’accordo con uno dei Comuni azionisti con scambio di reciprochi interessi a danno degli altri Comuni azionisti per far si che la maggioranza dei cittadini coinvolti subisca indirizzi peggiorativi. Basterebbe, con le nuove variazioni, nel prossimo futuro eliminare anche il voto maggiorato e la gestione dei nostri beni comuni oltre a essere diventata di fatto una  proprietà privata, verrebbe effettuata  da chi non ha alcun legame con il territorio e non ha alcun interesse per le città e i cittadini essendo vincolato solo a logiche economiche e finanziarie. Già adesso abbiano la sensazione che l’unico obiettivo di IREN sia quello di fare dividendi, che neppure arrivano al Comune di Genova perché servono a ripagare i debiti bancari della società intermedia FSU e gestire poltrone.

La Giunta chiede anche di delegare al CdA IREN la possibilità di aumenti di capitale per i prossimi 3 anni fino a un massimo del 3% con esclusione del diritto di opzione. Il CdA, dicono, verrà rinnovato a breve e in maniera incomprensibile ed inaccettabile prima delle elezioni amministrative di Torino, forse per paura che il prossimo sindaco della Mole non sia allineata? Tale aumento di capitale potrebbe essere offerto in sottoscrizione solo a soggetti pubblici o a fronte di conferimento di aziende pubbliche o rami di aziende pubbliche connessi all’oggetto sociale di IREN.

Insomma, anche qui via libera a nuove aggregazioni dai contorni ignoti per i  cittadini però forse già chiare nella mente dei proponenti. Il Movimento 5 Stelle di Genova, unitamente ai colleghi di Torino e Reggio Emilia, è contrario a questa modifica dello statuto, che non è utile in alcun modo ai cittadini ma solo alle speculazioni finanziarie e politiche.

Ci batteremo con tutte le forze per evitare questa nuova svendita di potere. E staneremo in aula gli ipocriti che si riempono la bocca di “pubblico” ma adorano il profumo dei soldi privati.

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